La burrata in gravidanza

La burrata in gravidanza

la burrata in gravidanzaLa burrata è uno dei derivati del latte vaccino più rinomato ed esclusivo. Deve la sua popolarità gastronomica sia alla sua particolareggiata struttura (un sacchetto di pasta filata foggiato nel quale è contenuta della panna che avvolge sfilacci di altra pasta filata detta stracciatella) e sia al suo inconfondibile gusto.
Essa resta uno dei prodotto pugliesi tipici ed attualmente è in fase di riconoscimento del marchio comunitario IGP .

 

La Burrata in Gravidanza è sicura?

 La sua lavorazione lo rende un prodotto “sostanzialmente” sicuro . la burrata in gravidanzaInfatti, un primo processo lavorativo prevede la pastorizzazione del latte che porta ad un primo abbattimento della carica microbica.
In seguito si procede alla fermentazione del latte in maniera naturale con fermenti selezionati. La successiva aggiunta del caglio (naturale di vitello o microbico vegetale) stimola la coagulazione del latte. Riposata la soluzione si lascia maturare e dopo la cagliata verrà filata in acqua bollente. Opportunamente lavorata verrà ridotta a fettucce e poi sfilacciata in parte e in parte utilizzata per formare il sacchetto contenitivo.
Spesso, come esperto in nutrizione, mi è stato posto l’interrogativo se la Burrata potesse essere consumata in gravidanza. A tale quesito la risposta resta indiscutibilmente affermativa ma opportunamente motivataInfatti, è chiaro che l’alimentazione svolge un ruolo chiave per il buon andamento del percorso di gestante, quindi nutrirsi in modo equilibrato risulta scontato (in passato erroneamente si sosteneva che bisognava mangiare per due, oggi fortunatamente si proclama il nuovo motto MANGIARE DUE VOLTE MEGLIO).
la burrata in gravidanzaÈ vero che la burrata è un alimento caloricamente compromettente ma a tal proposito si fa leva sulla dose da assumere (non si deve mai eccedere con nessun cibo) e sulla frequenza (non più di un paio di volte alla settimana).
Altro punto resta la possibile insorgenza di sintomi legati all’intolleranza al lattosio; tale condizione può affliggere i soggetti, che privi dell’enzima lattasi, non riescono a digerire il latte (o meglio scindere il lattosio in forme zuccherine più semplici e perciò digeribili) con conseguenti sintomi di vario tipo ma caratteristici (immediato senso di gonfiore addominale, diarrea, cefalee). Questa è però una condizione non associata alla gravidanza ne tende ad acutizzarsi in questo particolare periodo , ma risulta condizione già preesistente nei soggetti affetti da questo deficit enzimatico.Ciononostante sarebbe in ogni caso più digeribile utilizzare in gravidanza una burrata delattosata, quindi senza lattosio.A tal proposito va ricordato che non tutti i produttori nella lavorazione dei prodotti delattosati scelgono di utilizzare solo fermenti lattici (es. enzima HA-Lactase), taluni preferiscono innestare acidificanti (il più usato nel settore è solitamente E330) o siero innesto.

Dott. Stefano CORATELLA
DIETISTA – NUTRIZIONISTA

www.stefanocoratella.it

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